Quindici anni, studente del liceo Cavour di Roma, si è ucciso perché non probabilmente non sopportava di essere deriso e ridicolizzato. Si vestiva di rosa e si metteva lo smalto. Questo, per alcuni ragazzi è stato sufficiente per denigrarlo, creando un falso profilo su Facebook solo per prenderlo in giro.
Così il quindicenne, al ritorno da scuola, si è avvolto una sciarpa intorno al collo e legandola alla scala interna di casa si è lasciato cadere.
Ora sono in corso indagini e non si esclude che si possa poi profilare l'ipotesi di reato di istigazione al suicidio.
Dolore, ma anche tantissima rabbia. Sono queste le reazioni di molti studenti che oggi scrivono sul social network e commentano la morte del loro compagno: "La pagherete, la vostra ignoranza ha ucciso un ragazzino di 15 anni" e ancora: "vergogna! Dovrete fare i conti con la vostra coscienza per il resto della vita".
Non grida vendetta invece la madre, ma in un messaggio su Facebook si unisce a loro scrivendo: "Non capiamo, non accettiamo. Ti vogliamo con noi e BASTA!. Non si può sopportare la morte di un figlio, ma quando questo accade per motivi così assurdi è ancora più inaccettabile".
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